Questa settimana, come titola un irriverente blog locale, il razzismo è arrivato ad Adria. La questione, che sta appassionando online gli adriesi, è sintomatica del modo di fare politica nella nostra città. Ma andiamo per ordine, esponendo i fatti. La scorsa settimana la Giunta ha proposto le proprie linee programmatiche, con una particolare attenzione per i problemi della sicurezza e dell’immigrazione: vigili urbani armati, salubrità degli alloggi come presupposto dell’iscrizione anagrafica degli immigrati, divieto di costruzione di campi nomadi e di moschee, controllo del trattamento delle donne nella comunità degli immigrati e altro ancora. Il pensiero che sta dietro a tali misure ritiene le comunità degli immigrati adriesi responsabili della quasi totalità dei reati compiuti ad Adria. La Giunta e i suoi sostenitori rifiutano le accuse di xenofobia, dicendo che “gli immigrati lavoratori ben vengano, i delinquenti a casa loro”. Ma il pamphlet della Giunta non convince, tra quelle parole striscia un sentimento di paura e di rabbia che ha origini molto lontane. Risultato dell’operazione: la bacheca facebook del Comune di Adria invasa di commenti , con la richiesta di una presa di posizione da parte del Sindaco, che manca ad arrivare. Massimo Barbuiani in passato ha dichiarato che i social network sono un utile strumento per comunicare con i cittadini, e ogni giovedì si collega online per rispondere alle questioni proposte. Sono perciò rimasti delusi coloro che hanno aspettato una sua dichiarazione, e che per la prima volta non hanno visto il loro sindaco collegarsi il giovedì mattina. Le riflessioni che possiamo ricavare da questa vicenda sono più di una, ma sicuramente non si può pensare che la Giunta abbia intenzionalmente voluto esprimere una politica xenofoba; quello che emerge è un modo di fare politica “pasticcione”, non consapevole delle implicazioni dei propri atti. Come sappiamo, un soggetto può essere punito per un reato solo se il fatto gli sia imputabile, perciò le restrizioni in materia di immigrazione appaiono espressione di quel pensiero che attribuisce a certe etnie determinate qualità (e così i marocchini sono ladri, le moldave prostitute, i musulmani terroristi e via dicendo). Il consigliere Rosa Barzan ha definito le suddette proposte “discorsi da bar”; da dove derivano le misure oggetto dello scandalo? Dobbiamo tornare al 2008, quando una fondazione privata del partito Lega Nord, conosciuta come “parlamento del nord” stila un documento nel quale sono presenti le seguenti misure: legare la residenza alla salubrità dell’alloggio, regolamento delle ronde volontarie, dimostrazione di un lavoro e reddito minimo da parte dei migranti, attribuzione alla Polizia Locale di poteri di mantenimento dell’ordine pubblico (dotando gli agenti di spray urticanti e pistole elettriche), divieto di campi nomadi anche non abusivi. E’ evidente che la Giunta Barbuiani ha fatto un veloce copia-incolla. Il documento del 2008 fu poi usato per la formazione del c.d. “pacchetto sicurezza” nel 2009, che è ora legge dello Stato. Quello che è interessante notare, è che gli stessi punti che hanno acceso la polemica ad Adria, sono gli stessi che accesero il dibattito politico del Parlamento. Emerse infatti più di una problematica giuridica, che portarono allo scostamento del legislatore da alcuni dei punti di partenza; per esempio in ordine al controllo di salubrità dell’alloggio come presupposto dell’iscrizione anagrafica. Ci si rese presto conto, che tale norma avrebbe avuto effetti disastrosi sul sistema statistico nazionale e sul governo delle comunità di immigrati, creando di fatto una moltitudine di persone non irregolari ma senza diritto di residenza. In questa terra di nessuno vari sono i diritti negati a coloro che non hanno residenza anagrafica: iscrizione negli elenchi elettorali, iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale,contrarre matrimonio, avviare attività economiche, godere appieno dei diritti di proprietà. Naturalmente tale controllo preventivo sarebbe stato valido anche per gli italiani, comportando situazioni gravissime. Per tali motivi il legislatore cambiò la formulazione, e ora si prevede che il Comune possa compiere controlli sanitari solo successivi. In generale, i dubbi di costituzionalità della maggior parte delle norme che compone il c.d. pacchetto sicurezza, restano molteplici. Tornando ad Adria, stupisce che la Giunta abbia voluto fare propria una politica così controversa e perciò nascono spontanee diverse domande.
La Giunta era a conoscenza dell’origine e delle problematiche delle proposte inserite nelle sue linee programmatiche? In quale modo irrigidire le norme sull’immigrazione si collega con la tutela della pubblica sicurezza? Non essendoci richieste di costruzione di moschee, l’amministrazione comunale ha voluto solo fare propaganda? La giunta intende incontrare i rappresentanti delle comunità prima di continuare la discussione dei documenti? Sono stati presi in considerazione il parere dell’ANCI e le “buone prassi” di altri comuni con situazioni simili alla nostra?
La Costituzione tutela le minoranze e non permette che vengano perseguite certe politiche. Quello che rimane di questa vicenda è la consapevolezza di un’amministrazione demagoga di dilettanti allo sbaraglio, che senza approfondire le questioni su un piano culturale, non ha idea del diritto vigente e non può che agitare bandiere, difendere ideologie, fare rumore. Il peggio per loro sarebbe che la cittadinanza si accorgesse che oltre al chiasso di queste misure, la Giunta non ha veramente idea di come promuovere l’integrazione e vedere un futuro per Adria.
Elia Barbujani
EDITORIALE DI JUANIN MCNAMARA
Carissimo Elisa, Chapeu!
Ho passato ieri pomeriggio e sera a leggere i commenti del blog.
Ne ho tratto alcune conclusioni.
In primis, c’è ancora chi mi crede un essere dalle personalità macchè multiple, LEGIONARIE, oserei dire, arrivando addirittura a dire che gli squisiti Elia, Claudia e Francesca (che hanno commentato i vari post) non sono nessun altro che me medesimo. Non so onestamente come farei a gestire tutti questi stili linguistici diversi e tutti questi account.
Forse che, in realtà, il problema risiede nel fatto che vi risulta difficile credere che vi sia qualcuno che non vede i migranti come spazzatura? Vi fa paura perché sono ragazzi giovani, che hanno proprietà di linguaggio e che vi affossano in 2 secondi perché hanno dalla loro la capacità di ragionare, mentre voi, invece, vivete di stereotipi?
Io sono orgoglioso che nella mia città vi siano persone così, in grado di argomentare, coraggiosi e incazzati.
Lode a voi, amici!
Quando ho deciso di parlare del documento della giunta (S)bobba e del razzismo di cui trasudava, sapevo sarei andato incontro a questo: i bar li frequento, so cosa dicono alcune persone e so che proprio quelle persone avrebbero avuto il desiderio (legittimo) di esprimere la loro opinione a riguardo.
Di fronte alle nostre obiezioni in merito ad alcune misure eccessive, razziste, umilianti per i migranti, in cui si obbliga loro a rispettare alcuni doveri senza avere diritti cosa è saltato fuori? Dove si è andati a parare? Ovviamente sui temi caldi che accendono sempre gli animi, ossia la criminalità (nessuno qui ha mai detto che chi commette reati debba restare impunito), l’arroganza, il lavoro (in nero e sfruttati) che i migranti ruberebbero ad adriesi DOC, la prostituzione (vedendo nelle donne che la praticano il vero cancro, non in quelli che ne beneficiano), la diffidenza e intolleranza per il mussulmano che prega, la paura del terrorismo, dell’olocausto nucleare in un contesto come quello di Adria dove certe minacce sono solo PROPAGANDA politica e nient’altro.
Il razzismo è PAURA, una paura ancestrale, la fobia del diverso, di ciò che non conosciamo, che si alimenta di ignoranza e di luoghi comuni, di messaggi e slogan che vi propinano e che vi bevete tutti, fino all’ultimo, perché delegare è più semplice e meno faticoso che pensare, ragionare, riuscire ad astrarre e ad uscire da quella logica del “io non ho niente contro gli immigrati, ho anche un amico marocchino, solo che…”.
Si generalizza sempre al negativo, siccome alcuni creano disagi, allora, di rimando, vuol dire, anzi, è sicuro che siano tutti pronti ad attaccarci nelle nostre tiepide case e a mettere a repentaglio la nostra identità.
Tuttavia mi rendo conto che per molti di voi sarà difficile, impossibile, uscire da questo vicolo cieco malato per cui comunque gli “altri” sono un problema, un fastidio.
L'uscita da questo stato di abbrutimento richiede un minimo sforzo, la volontà alla comprensione e al ragionamento. Capisco che molti abbiano di meglio da fare, come sfondarsi di spritz al bar, guardare le partite in tivvù, leggere Gente e Novella 2000.
Spero solo che i vostri figli non debbano mai andare all’estero per lavoro, che rimangano ad Adrietta, protetti nelle loro camerette, con voi che gli raccontate la favola di quanto è brutto il mondo perché gli stranieri l’hanno fatto diventare tale, e non perché voi, nella vostra vita, non vi siete mai presi la briga di leggere un libro e di uscire da quel fango culturale nel quale sguazzate.
Ps: per quanto riguarda il post su Panetto, preciso che io non mi scandalizzo per "due tette", il discorso era un altro, anche qui, come sempre, non capito.
Si trattava della decenza che una figura pubblica per me dovrebbe dimostrare.
Dopo hai voglia ad aspettare con ansia che il primo immigrato picchi la moglie! In questa fotina della donna si da proprio un'immagine positiva e per nulla mercificata.