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mercoledì 11 aprile 2012

PARATA DI STARZ AD ADRIA

Per la rubrica: "Chel rompivovi de Juanin che l'è comunista e che el critica sempre" presentiamo:


GIGI, VIEN IN ADRIA A VEDERE I OSEI!

DA: http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2012/04/10/695097-buffon-cigni-adria-canalbianco.shtml



Adria (Rovigo), 10 aprile 2012 - IL GRUPPO di tifosi juventini che hanno contribuito all’arrivo di una coppia di cigni bianconeri nel Canalbianco, hanno scritto una lettera al portiere della Juventus e della nazionale azzurra di calcio,Gigi Buffon e alla moglie Alena Seredova, per invitarli ad Adria a vedere i due cigni che portano i loro nomi, Gigi e Alena. E’ un’ulteriore iniziativa, che va nel senso della rivitalizzazione della città. Ma il gruppo promotore del ripopolamento dei volatili nel ramo cittadino del Canalbianco, ha in serbo altre sorprese, come l’invito all’uomo simbolo della squadra bianconera, Alex Del Piero a partecipare ad Adria ad una iniziativa benefica in favore della ricerca sulla Sla – Sclerosi laterale amiotrofica che ha colpito tanti calciatori. Lo stesso dinamico gruppo, che ha portato alla realizzazione del monumento equestre che è stato recentemente inaugurato in piazzale Alberto Mario, sta anche lavorando ad un progetto per la creazione nel centro storico di una fontana.

Entusiasti gli amici dei cigni. A loro si deve l’arrivo dei volatili e la liberazione nel canale, con il benestare dell’amministrazione comunale. Il nucleo originario della squadra è costituito da Mattia Mincuzzi, Gianni Luciano Garbin, Paolo Ettore Forzato Arcioni, Bruno Grotto. A questi si sono aggregati nel tempo tanti altri cittadini che li hanno aiutati nella costruzione della ‘casa dei cigni’, a mettere le reti protettive, a nutrire e a curare i volatili. Ma la solidarietà di tanti cittadini si è vista concretamente anche in particolari circostanze. Durante lo scorso inverno, per esempio. con le bassissime temperature si è reso necessario rompere il ghiaccio per liberare i cigni ed altre specie che erano rimaste intrappolate. I volontari avevano lanciato sassi e pesi dalla riva. Alcuni di loro erano scesi in acqua in barca con pale e picconi. Tornando a Gigi e Alena, si tratta di una coppia, un maschio ed una femmina di cigni bianconeri, una specie piuttosto rara.

IN ITALIA, secondo gli esperti, ne esistono solo una decina di esemplari. Questi sono sicuramente gli unici nel Triveneto. Da qualche settimana la coppia, dal corpo candido con collo e testa neri, è l’attrazione della città. Centinaia di persone, famiglie, bambini, giovani e anziani sostano su ponte Castello e lungo Riviera Matteotti per vederli e applaudirli. A consentirne l’arrivo dalla lontana Patagonia, sono stati appunto i tifosi juventini che li hanno voluti come portafortuna della ‘Vecchia Signora’. Gli altri 18 ‘colleghi’ cigni, 16 bianchi e due neri, dopo l’iniziale diffidenza li hanno accolti nel gruppo. Adesso i 20 cigni nuotano tutti insieme tutti nelle acque tranquille del Canalbianco.
 
Adelino Polo 


giovedì 5 aprile 2012

The amazing horse (and his baguotti)

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: a me la nuova statua raffigurante il cavallo rampante piace. 
Guardandolo così, un po' distrattamente, sembra forse fatta di cioccolato (e considerato il periodo in effetti potrebbe anche esserlo) ma chi ha seguito (e abbondantemente documentato) la sua creazione ci assicura che è di solido ferro battuto (e noi ci crediamo). 
Insomma è bello, bello, bello. 
La testina è forse un po' piccolina, le zampette davanti un pochino troppo magre rispetto al corpo ma bello! 
Bello, bello, bello. 
Ma poi suvvia, la perfezione non è di questo mondo e noi di Adria sappiamo accontentarci e sappiamo ringraziare il Gran Maestro Luciano Gialain che per 45 giorni ci è andato giù pesante di incudine e martello. 
Oddio, bello è bello... però poi l'equino di ferro può anche non piacere eh... 
Non è che adesso perché è un regalo deve piacere per forza. Suvvia dai... quanti di noi hanno orribili candelabri e tremende gondole di vetro ben nascoste in cassetti e armadi. Regali si, ma comunque poco graditi. 
Però è bello dai... bello sul serio. 
Si ma intendiamoci: adesso non è che io dico: "che bello" e voi non potete più criticare e dire la vostra. 
E' vero, a me piace un sacchissimo, ma a me è piaciuto anche "Vacanze di Natale a Cortina". Con questo voglio dire che se anche il prodotto finale si è ottenuto con sudore e fatica, non è che lo si debba gradire per forza. Chissà quanta gente ci avrà mai lavorato dietro a "Vacanze di Natale a Cortina" e chissà quante ore e quanti giorni saranno stati necessari per produrre siffatto capolavoro. Poi alla fine il film a tanti è piaciuto ma tanti altri avranno detto: "questo film fa proprio cagare" e amici come prima. 
Però 'sto cavalin è bello dai. 
Anche la cerimonia dello scoprimento è stata toccante... peccato per l'assenza della Signora Ricciarelli, lei avrebbe regalato quel "quid" in più che non avrebbe di certo guastato. Magari le avrebbero dato una bandierina in mano da sventolare. Chissà quante belle foto in più avremo adesso sulla bacheca Facebook del Sindaco. 
Pazienza... sarà per la prossima volta. E poi che tenerezza gli alpini veciotti denaftalizzati per l'occasione, il presentatore che manco una volta è riuscito a pronunciare il nome del Maestro nella giusta maniera (Gianain, Gialin, Gianin...)... ma è il bello della diretta ragazzi. 
L'orchestrina del Conservatorio poi, ho trovato originalissima l'idea di far esibire gli orchestrali assieme alle campane del campanile (firulì, firulà... DOOON, DOOON, DOOOOON). Quale sublime melodia. 
Tutto bello insomma, bello il Sindaco con la fascia tricolore, bello il gazebino giallo delle Poste Italiane, belle tutte le persone (non tantissime a dir la verità) che hanno seguito l'evento e belle soprattutto le quattro bandierine alla base della statua. 
A voler trovare un difetto però, ho apprezzato poco la location: possibile che tra tutti i posti che ci sono ad Adria proprio davanti ad una macelleria equina dovevano posizionare la statua del cavallo. Sembra un po' una pubblicità... 
Ma si dai... fa lo stesso altrimenti poi mi accusano di voler criticare solo per il gusto di farlo. 
Che emozione poi lo scoprimento del cavallo, il lento calare del bianco lenzuolo e lo sguardo di tutti focalizzato sui possenti attributi sessuali della bestia. Un brivido lungo le schiene di tutti, un'ipnosi collettiva, quale sublime e possente metafora! Sembra quasi che il cavallo sia stato messo li per dire: "ooh viaggiatori che ad Adria giungete, ecco cosa vi aspetta se più di un giorno qua rimarrete. Due gran cojoni come questi appesi sotto vi ritroverete e presto veloci, lontan da qua, scappar vorrete". 
Insomma...
Benvenuti ad Adria, la città dei baguotti.


mercoledì 4 aprile 2012

ABBIAMO BECCATO LO SPORCACCIONE

DA http://www.lavoce-nuova.it/adria/2012-03-30/scattava-foto-hard-tra-gli-scaffali


IL CASO UN ADRIESE DI 40 ANNI FINISCE NEI GUAI NEL PADOVANO: NOTATO DAL RESPONSABILE SICUREZZA
Scattava foto hard tra gli scaffali
Nel suo telefono, i carabinieri trovano anche altre “riprese” sotto le gonne delle clienti
ALBIGNASEGO – I carabinieri lo hanno beccato mentre stava fotografando, secondo le accuse, sotto la gonna di una cliente del centro commerciale Ipercity di Albignasego. E’ mentre si stava dedicando a questo hobby, secondo le contestazioni, che i militari della locale stazione hanno sorpreso un 40enne residente ad Adria, sposato e con un figlio. Gli è stato sequestrato il telefono di ultima generazione. La perquisizione, poi, è proseguita nella sua abitazione ad Adria, dove pare sia stata trovata anche una chiavetta Usb. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, è stato il responsabile della sicurezza del supermercato che ha notato qualche cosa di strano. Chiamando sul posto i carabinieri. Che, sulle prime, hanno deciso di non entrare subito in azione, ma di attendere sviluppi. Stando, poi, alle accuse, pare che il polesano abbia atteso che una cliente si chinasse per prendere un oggetto da uno degli scaffali posti in basso. A quel punto, il 40enne avrebbe estratto il telefono, attivato la modalità fotocamera e scattato una foto sotto la gonna della donna. I militari sono subito intervenuti e hanno chiesto all’uomo di consegnare il telefono. Nel quale, sempre secondo una prima ricostruzione dei fatti, pare ci fossero altre foto di donne, sempre riprese da sotto la gonna. Come spesso avviene in questi casi, allora, il passo successivo è stata una perquisizione domiciliare ad Adria. Nel corso della quale sarebbe stata rinvenuta una chiavetta Usb per l’archiviazione dei dati. Al momento, comunque, non si conosce l’esatto contenuto di questa. Intanto, l’uomo è stato denunciato a piede libero, con l’ipotesi di reato di interferenze illecite nella vita privata.

In anteprima, solo per RivoltiamoAdria, le foto secsy ARD trovate nel telefonino dell'adriese
(Adriese doc, eh, no, giusto per dire...)





martedì 20 marzo 2012

UN ALTRO ARTICOLO DI ELIA, CIOE' IN REALTA' MIO MA CIOE' NO, PROPRIO DI ELIA

Sabato sera ad Adria una lite tra due ragazzi di nazionalità rumena ha riportato al centro della discussione la polemica riguardo alle linee programmatiche della Giunta Barbuiani. Il dibattito ha continuato in maniera incessante tramite le piattaforme online, portando il clima a scaldarsi oltre la soglia della tollerabile civiltà. Per i sostenitori delle misure, l’episodio di sabato avvallerebbe la necessità di misure “stringenti” riguardo l’immigrazione.  E’ però un fatto che la Romania è uno stato membro dell’Unione Europa, quindi bisognerebbe chiedersi se, nel caso in cui i due litiganti fossero stati di nazionalità tedesca, francese, spagnola, avremmo così tanto posto l’attenzione sul passaporto, e non solo sull’innegabile fatto che la violenza dimostra sempre e comunque inciviltà, a prescindere da chi la compie. La stessa violenza è espressa in questi giorni sul blog Rivoltiamoadria, dove degli anonimi sostenitori delle misure razziste, si sono espressi in una serie di commenti deprecabili. Solo per citarne qualcuno, si va da “abbattiamo il grattacielo subito, con tutti dentro” a “fora da Adria i zingari sindaco tolleranza zero” e ancora “TOLLERANZA ZERO E PUGNO DI FERRO” per finire con un evergreen “sono la maggior parte che appiccherebbero fogo volentieri al grattacielo con tutti gli occupanti”. Infine il Blogger Juanin e coloro che in questi giorni hanno scritto sul blog per commentare i fatti, stamattina hanno potuto leggere un “ADRIA AGLI ADRIOTI, SUBITO E JUANIN IMPICCATO CON TUTTA LA SUA BANDA!”. Non ho ora interesse a commentare questa barbara minaccia, voglio piuttosto fare delle considerazioni, per capire cosa possiamo capire di Adria da questo contesto. La violenza è innegabilmente un atto condannabile e l’ordinamento giuridico nasce per dare garanzie ai cittadini; lo stesso ordinamento pone dei limiti, per evitare che quella che deve essere una legittima richiesta di sicurezza si tramuti in una caccia alle streghe. Le garanzie di cui godiamo tutti sono racchiuse nella Costituzione: guai a voler diventare dei giustizieri, paladini ossessionati da una propria idea parziale di giustizia e di valori. La retorica del discorso dei sostenitori del provvedimento, consiste nel legare il “problema pubblica sicurezza” all’etnia del reo, salvando “però” coloro che si siano integrati. Cosa vuol dire integrazione? Integrazione vuol dire condividere le regole di un certo ordinamento, nonché entrare a far parte in modo positivo e attivo di una comunità. Noi pretendiamo che gli extracomunitari residenti nella nostra città siano integrati. Ci siamo chiesti se siano integrati gli adriesi? La Costituzione  Repubblicana chiude un triste capitolo della vita del nostro Paese, ponendo valori di eguaglianza e solidarietà sociale che dovrebbero ispirare la nostra vita. In questi giorni una parte della popolazione adriese ha invece espresso sentimenti di odio, intolleranza, paura, fino ad arrivare alle minacce, per non parlare di partiti nostalgici del partito fascista, che vedono il provvedimento della Giunta come una necessità. Il dubbio è legittimo: gli Adriesi sono “integrati”? Possiamo pretendere il rispetto delle leggi e della Costituzione, quando siamo i primi a non volerla rispettare, ponendo noi stessi e le nostre paure a misura del mondo? Gli estremisti vedono Il grattacielo come il simbolo degli immigrati-delinquenti che assillano Adria, portandola da una situazione di signorilità e prestigio, a una decadente illegalità. Ho trovato affascinante questa metafora, ma per un diverso motivo. Come si può vedere nel grattacielo il simbolo di Adria? Adria è una città di medie-piccole dimensioni ricca di storia e di strutture pregevoli, che rappresentano molto meglio il contesto sociale nel quale la città si è evoluta negli ultimi secoli. Il grattacielo è invece un’espressione di una architettura del cemento, completamente slegata dalla storia del nostro territorio, ma comprensibile nell’ottica del rinnovamento degli anni sessanta, in cui anche Adria volle il suo “grattacielo”. L’approccio megalomane degli adriesi per la propria terra (il “grattacielo”, il “palazzo di vetro”,l’ossessione per l’aver dato il nome al Mar Adriatico) fa emergere un affetto campanilistico che richiama sempre il passato, impedendo a tutti di guardare al futuro, se non scimmiottando miti e immagini altrui, che con noi non hanno niente a che fare.  Abbiamo perso la bussola, e il nostro desiderio di rivalsa ci impedisce di vedere quando passiamo la linea del ridicolo. In questo il grattacielo è simbolo della città: un  sogno di cemento figlio di una città che non accetta se stessa, orgogliosa di una diffusa ignoranza che finché è comune impedisce di accorgerci di quanto costruiamo le nostre politiche su un castello di carte.
Massimo Barbuiani in entrambe le campagne elettorali si è presentato come un “Uomo nuovo”, cioè un soggetto non perfettamente inquadrabile in nessuna delle precedenti amministrazioni, una persona di spicco della comunità per la sua forte personalità, per la faccia simpatica e fuori dalla politica “vera”. Adria si è subito immedesimata in questo candidato fuori dagli schemi, e quando la sera prima delle elezioni urlò dal palco “Adria è grande, ha dato il nome al mare” si compì il capolavoro: la folla ammirata urlava orgogliosa, chiedendo la rivalsa del proprio nome. Ora vorrei porre un’ultima riflessione: è lecito cavalcare questi sentimenti, che corrono sotto la superficie di tutta la città? Credo che la politica, quando si presta alla demagogia, non può creare nulla di buono. Le linee programmatiche della Giunta hanno fatto sentire la parte più razzista della nostra comunità giustificata a pensare e dire le frasi d’odio che ho riportato all’inizio. Sono certo che il Sindaco non condivide frasi così forti, ma si deve rendere conto che deve esprimersi sul punto. Il silenzio imbarazzante e voluto sulla vicenda continua a dare una legittimazione a questi atteggiamenti estremi; ora anche persone notoriamente vicine alla Giunta iniziano a commentare in modo duro tramite i social network. Barbuiani deve accettare di perdere qualche voto, per creare una società solidale, per costruire ponti, e non per creare barriere. Una città che si è persa, che non è conscia della propria identità, è pericolosa: ogni cosa diversa sarà vista con sospetto. Il vero pericolo di Adria sono gli Adriesi, che non sono integrati, e che non sanno vedere il loro futuro.
Elia Barbujani

lunedì 19 marzo 2012

ORA, FINALMENTE, QUALCOSA DI SERIO

Ed ora, signori e signore, un contributo che pubblico con immenso piacere scritto da ELIA BARBUJANI.
Segue mio editoriale

Questa settimana, come titola un irriverente blog locale, il razzismo è arrivato ad Adria. La questione, che sta appassionando online gli adriesi, è sintomatica del modo di fare politica nella nostra città. Ma andiamo per ordine, esponendo i fatti. La scorsa settimana la Giunta ha proposto le proprie linee programmatiche, con una particolare attenzione per i problemi della sicurezza e dell’immigrazione: vigili urbani armati, salubrità degli alloggi come presupposto dell’iscrizione anagrafica degli immigrati, divieto di costruzione di campi nomadi e di moschee, controllo del trattamento delle donne nella comunità degli immigrati e altro ancora. Il pensiero che sta dietro a tali misure ritiene le comunità degli immigrati adriesi responsabili della quasi totalità dei reati compiuti ad Adria. La Giunta e i suoi sostenitori rifiutano le accuse di xenofobia, dicendo che “gli immigrati lavoratori ben vengano, i delinquenti a casa loro”. Ma il pamphlet della Giunta non convince, tra quelle parole striscia un sentimento di paura e di rabbia che ha origini molto lontane. Risultato dell’operazione: la bacheca facebook del Comune di Adria invasa di commenti , con la richiesta di una presa di posizione da parte del Sindaco, che manca ad arrivare. Massimo Barbuiani in passato ha dichiarato che i social network sono un utile strumento per comunicare con i cittadini, e ogni giovedì si collega online per rispondere alle questioni proposte. Sono perciò rimasti delusi coloro che hanno aspettato una sua dichiarazione, e che per la prima volta non hanno visto il loro sindaco collegarsi il giovedì mattina. Le riflessioni che possiamo ricavare da questa vicenda sono più di una, ma sicuramente non si può pensare che la Giunta abbia intenzionalmente voluto esprimere una politica xenofoba; quello che emerge è un modo di fare politica “pasticcione”, non consapevole delle implicazioni dei propri atti. Come sappiamo, un soggetto può essere punito per un reato solo se il fatto gli sia imputabile, perciò le restrizioni in materia di immigrazione appaiono espressione di quel pensiero che attribuisce a certe etnie determinate qualità (e così i marocchini sono ladri, le moldave prostitute, i musulmani terroristi e via dicendo). Il consigliere Rosa Barzan ha definito le suddette proposte “discorsi da bar”; da dove derivano le misure oggetto dello scandalo? Dobbiamo tornare al 2008, quando una fondazione privata del partito Lega Nord, conosciuta come “parlamento del nord” stila un documento nel quale sono presenti le seguenti misure: legare la residenza alla salubrità dell’alloggio, regolamento delle ronde volontarie, dimostrazione di un lavoro e reddito minimo da parte dei migranti, attribuzione alla Polizia Locale di poteri di mantenimento dell’ordine pubblico (dotando gli agenti di spray urticanti e pistole elettriche), divieto di campi nomadi anche non abusivi. E’ evidente che la Giunta Barbuiani ha fatto un veloce copia-incolla. Il documento del 2008 fu poi usato per la formazione del c.d. “pacchetto sicurezza” nel 2009, che è ora legge dello Stato. Quello che è interessante notare, è che gli stessi punti che hanno acceso la polemica ad Adria, sono gli stessi che accesero il dibattito politico del Parlamento. Emerse infatti più di una problematica giuridica, che portarono allo scostamento del legislatore da alcuni dei punti di partenza; per esempio in  ordine al controllo di salubrità dell’alloggio come presupposto dell’iscrizione anagrafica. Ci si rese presto conto, che tale norma avrebbe avuto effetti disastrosi sul sistema statistico nazionale e sul governo delle comunità di immigrati, creando di fatto una moltitudine di persone non irregolari ma senza diritto di residenza. In questa terra di nessuno vari sono i diritti negati a coloro che non  hanno residenza anagrafica: iscrizione negli elenchi elettorali, iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale,contrarre matrimonio, avviare attività economiche, godere appieno dei diritti di proprietà. Naturalmente tale controllo preventivo sarebbe stato valido anche per gli italiani, comportando situazioni gravissime. Per tali motivi il legislatore cambiò la formulazione, e ora si prevede che il Comune possa compiere controlli sanitari solo successivi. In generale, i dubbi di costituzionalità della maggior parte delle norme che compone il c.d. pacchetto sicurezza, restano molteplici.  Tornando ad Adria, stupisce che la Giunta abbia voluto fare propria una politica così controversa e perciò nascono spontanee diverse domande.
La Giunta era a conoscenza dell’origine e delle problematiche delle proposte inserite nelle sue linee programmatiche? In quale modo irrigidire le norme sull’immigrazione si collega con la tutela della pubblica sicurezza? Non essendoci richieste di costruzione di moschee, l’amministrazione comunale  ha voluto solo fare propaganda? La giunta intende incontrare i rappresentanti delle comunità prima di continuare la discussione dei documenti? Sono stati presi in considerazione il parere dell’ANCI e le “buone prassi” di altri comuni con situazioni simili alla nostra?
La Costituzione tutela le minoranze e non permette che vengano perseguite certe politiche. Quello che rimane di questa vicenda è la consapevolezza di un’amministrazione demagoga di dilettanti allo sbaraglio, che senza approfondire le questioni su un piano culturale, non ha idea del diritto vigente e non può che agitare bandiere, difendere ideologie, fare rumore. Il peggio per loro sarebbe che la cittadinanza si accorgesse che oltre al chiasso di queste misure, la Giunta non ha veramente idea di come promuovere l’integrazione e vedere un futuro per Adria.
Elia Barbujani


EDITORIALE DI JUANIN MCNAMARA

Carissimo Elisa, Chapeu!
Ho passato ieri pomeriggio e sera a leggere i commenti del blog.
Ne ho tratto alcune conclusioni.
In primis, c’è ancora chi mi crede un essere dalle personalità macchè multiple, LEGIONARIE, oserei dire, arrivando addirittura a dire che gli squisiti Elia, Claudia e Francesca (che hanno commentato i vari post) non sono nessun altro che me medesimo. Non so onestamente come farei a gestire tutti questi stili linguistici diversi e tutti questi account. 
Forse che, in realtà,  il problema risiede nel fatto che vi risulta difficile credere che vi sia qualcuno che non vede i migranti come spazzatura? Vi fa paura perché sono ragazzi giovani, che hanno proprietà di linguaggio e che vi affossano in 2 secondi perché hanno dalla loro la capacità di ragionare, mentre voi, invece, vivete di stereotipi? 
Io sono orgoglioso che nella mia città vi siano persone così, in grado di argomentare, coraggiosi e incazzati. 
Lode a voi, amici!

Quando ho deciso di parlare del documento della giunta (S)bobba e del razzismo di cui trasudava, sapevo sarei andato incontro a questo: i bar li frequento, so cosa dicono alcune persone e so che proprio quelle persone avrebbero avuto il desiderio (legittimo) di esprimere la loro opinione a riguardo.
Di fronte alle nostre obiezioni in merito ad alcune misure eccessive, razziste, umilianti per i migranti, in cui si obbliga loro a rispettare alcuni doveri senza avere diritti cosa è saltato fuori? Dove si è andati a parare? Ovviamente sui temi caldi che accendono sempre gli animi, ossia la criminalità (nessuno qui ha mai detto che chi commette reati debba restare impunito), l’arroganza, il lavoro (in nero e sfruttati) che i migranti ruberebbero ad adriesi DOC, la prostituzione (vedendo nelle donne che la praticano il vero cancro, non in quelli che ne beneficiano), la diffidenza e intolleranza per il mussulmano che prega, la paura del terrorismo, dell’olocausto nucleare in un contesto come quello di Adria dove certe minacce sono solo PROPAGANDA politica e nient’altro.

Il razzismo è PAURA, una paura ancestrale, la fobia del diverso, di ciò che non conosciamo, che si alimenta di ignoranza e di luoghi comuni, di messaggi e slogan che vi propinano e che vi bevete tutti, fino all’ultimo, perché delegare è più semplice e meno faticoso che pensare, ragionare, riuscire ad astrarre e ad uscire da quella logica del “io non ho niente contro gli immigrati, ho anche un amico marocchino, solo che…”. 
Si generalizza sempre al negativo, siccome alcuni creano disagi, allora, di rimando, vuol dire, anzi, è sicuro che siano tutti pronti ad attaccarci nelle nostre tiepide case e a mettere a repentaglio la nostra identità.
Tuttavia mi rendo conto che per molti di voi sarà difficile, impossibile, uscire da questo vicolo cieco malato per cui comunque gli “altri” sono un problema, un fastidio.
L'uscita da questo stato di abbrutimento richiede un minimo sforzo, la volontà alla comprensione e al ragionamento. Capisco che molti abbiano di meglio da fare, come sfondarsi di spritz al bar, guardare le partite in tivvù, leggere Gente e Novella 2000.

Spero solo che i vostri figli non debbano mai andare all’estero per lavoro, che rimangano ad Adrietta, protetti nelle loro camerette, con voi che gli raccontate la favola di quanto è brutto il mondo perché gli stranieri l’hanno fatto diventare tale, e non perché voi, nella vostra vita, non vi siete mai presi la briga di leggere un libro e di uscire da quel fango culturale nel quale sguazzate.


Ps: per quanto riguarda il post su Panetto, preciso che io non mi scandalizzo per "due tette", il discorso era un altro, anche qui, come sempre, non capito. 
Si trattava della decenza che una figura pubblica per me dovrebbe dimostrare. 
Dopo hai voglia ad aspettare con ansia che il primo immigrato picchi la moglie! In questa fotina della donna si da proprio un'immagine positiva e per nulla mercificata.



UN PUNTO DI VISTA INTERESSANTE

Su Edicola5, al seguente link:


http://www.edicola5.it/notizia.aspx?ID=1izNrgeVkf4=&IDArg=zlkvQxSZgjY=&IDZona=K3JOsteln/k=


trovate il prezioso ed interessante articoletto scritto dal Sign. Visentini, appartenente a Fiamma Tricolore, proprio colui che scrisse sulla Bacheca del Sindaco, e cito testualmente: "STUDIARE UN PO DI STORIA SAREBBE UTILE!!!". Fa ridere, dite, detto da uno che ricorda con affetto il DUCIE e le sue mirabolanti imprese?
Lo so, lo so.
Anch'io me la sono ghignata.


Al di là di un commento all'articolo in sè, che trovo straripante di luoghi comuni (ma chiarirò meglio questo mio punto di vista nel prossimo post), vorrei ricordare al signore in questione che, magari, prima di mandare un articolo ad un giornale potrebbe anche correggerlo e rivederlo.
Ad esempio, il CAPS LOCK (o maiuscolo, che dir si voglia) è fastidioso. Il congiuntivo andrebbe usato. 
Ma così, è solo un consiglio.


BOIA CHI LA MOLLA!





INIZIAMO CON UN ALTRA MAGISTRALE PROVA DEL MAESTRO SBANDO

Prima di dedicarci alla questione che tanto sta scaldando gli animi, vi esorto a leggere un altro clamoroso articolo del Ns Pino Sbando


http://antimateria-grigia.blogspot.it/2012/03/adria-masterchef-2012.html